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Foro Romano

La piazza nacque come luogo destinato agli scambi commerciali e alle attività politiche e giudiziarie, nel punto in cui convergevano importanti strade. In origine la zona era in parte paludosa ed utilizzata come luogo di sepoltura fin dal X secolo a.C. circa, come testimoniato dalle tombe del sepolcreto scoperto nel 1902. Alcuni resti di capanne e di materiale ceramico rinvenuto presso il sepolcreto arcaico farebbero pensare ad abitazioni sparse già nella seconda metà dell’VIII secolo. I più antichi monumenti di carattere sacro, attribuiti dalla tradizione ai primi re di Roma, risalgono alla seconda metà del VI secolo a.C. All’inizio della Repubblica (509 a.C.) vennero edificati il tempio di Saturno ed il tempio dei Dioscuri. Al V secolo a.C. risale probabilmente la prima tribuna degli oratori, posta tra il Foro e il Comizio. Nel II a.C vengono costruite quattro basiliche, destinate all’amministrazione della giustizia e allo svolgimento degli affari. Sotto Cesare e poi Augusto il Foro subisce ulteriori cambiamenti. All’età augustea risale la pavimentazione in travertino ancora oggi visibile. In epoca imperiale sorgono nell’area del Foro numerosi monumenti onorari; l’ultimo d iquesti è la colonna dedicata, nel 608 d.C., all’imperatore Foca. In seguito il Foro viene abbandonato e sepolto sotto uno spesso strato di terra, diventando area di pascolo nota come Campo Vaccino. Alcuni templi vennero trasformati in chiese, permettendo nel tempo la loro conservazione. Durante il Rinascimento l’area del Foro Romano viene utilizzata come cava di marmi e pietre.

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