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Intervento di mons. Rubi Fisichella e mons. Octavio Ruíz Arenas

 

Papa Francesco nella Bolla di Indizione del Giubileo straordinario, Misericordiae vultus, ha scritto che “L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia” (n. 10).

Una prima informazione, comunque, riguarda gli aspetti più immediati dell’organizzazione giubilare. Dal 1° di dicembre a via della Conciliazione, 7 è aperto il Centro di Accoglienza dei Pellegrini. È uno spazio dove poter ricevere le informazioni su tutto il programma giubilare, per poter registrarsi per il percorso alla Porta Santa, per ritirare i biglietti per le diverse celebrazioni in cui è richiesto il biglietto gratuito di accesso, per ritirare il testimonium della partecipazione al Giubileo. Mi preme sottolineare che incaricato di attestare la presenza al Giubileo, come pure del percorso fatto a piedi, è solo il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione attraverso il Centro di Accoglienza. Ogni altro attestato emesso da altre realtà non è da considerarsi autentico. Il Centro sarà aperto tutti i giorni dalle 7,30 alle 18,30 compreso il sabato e la domenica.

Un capitolo importante è dato dai Volontari che presteranno servizio di accoglienza e assistenza a tutti i pellegrini in particolare a Via della Conciliazione e Piazza san Pietro, nelle altre Basiliche e presso le Chiese giubilari. In molti hanno risposto all’invito che abbiamo rivolto nei mesi scorsi e, pur restando in attesa di altre iscrizioni, possiamo dire che ogni giorno avremo circa 100 volontari a servizio dell’Anno santo. Un numero che ovviamente è destinato a diventare di 800-1000 nell’occasione dei grandi eventi.

Domenica 13 dicembre, per la prima volta nella storia dei Giubilei, saranno aperte le Porte Sante in tutte le cattedrali del mondo. Papa Francesco ha desiderato che il Giubileo della Misericordia si svolgesse anzitutto nelle Chiese particolari, ed è proprio per questo che ha voluto aprire la Porta Santa nella cattedrale di Bangui nella Repubblica Centro Africana la scorsa domenica 29 novembre, facendola diventare capitale mondiale della pace e strumento di misericordia. Un gesto altamente significativo che fa comprendere quanto valore possiede per la vita della Chiesa questo Giubileo straordinario vissuto nella quotidianità delle nostre comunità.

Papa Francesco aprirà la Porta Santa della sua Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano con la celebrazione alle 9.30. È degno di considerazione verificare l’entusiasmo con cui in tutto il mondo ci si sta preparando a questo evento. Abbiamo ricevuto centinaia di comunicazioni, ma meritano certamente di essere ricordate quelle che annunciano l’apertura nella Cattedrale di Santo Spirito a Istanbul, dei Santi Pietro e Paolo a Ratnapura nello Sri Lanka, di Cristo Re de Mushasha a Gitega in Burundi, di San Giuseppe a Dunedin in Nuova Zelanda, di Nostra Signora della Presentazione a Natal in Brasile, di Myeongdong a Seoul in Corea del Sud, di San Giorgio nell’Arcidiocesi Maronita di Beirut.

Il venerdì successivo, 18 dicembre, il Santo Padre compirà un gesto simbolico aprendo la Porta della Misericordia all’Ostello “Don Luigi Di Liegro”, della Caritas di Roma in via Marsala, dove da 25 anni vengono accolte tutte le persone in grave disagio che richiedono il nostro aiuto. Questo gesto sarà il primo con il quale il Papa darà inizio ai segni che un venerdì al mese intende offrire come espressione delle opere di misericordia. È bene ricordare che questi segni avranno un carattere di visite private da parte del Santo Padre, per mantenere il più possibile un rapporto personale di vicinanza e di solidarietà con le persone o le istituzioni visitate. Saranno una testimonianza con la quale Papa Francesco intende sottolineare le grandi forme di disagio, di emarginazione e di povertà che sono presenti nella società, unite tuttavia a una forte solidarietà da parte di tante persone che dedicano il loro tempo e le loro forze a consolare e dare sostegno quotidiano.

A partire dal giorno dell’apertura della Porta Santa, per tutto il Giubileo, in piazza san Pietro sarà recitato il Rosario presso la statua di san Pietro. Sarà animato a turno da alcune Parrocchie di Roma dedicate alla Vergine Maria e dagli Istituti religiosi presenti in Roma con una particolare consacrazione alla Madre di Dio e alcuni Istituti di formazione.

Vorrei far riferimento, inoltre, all’assistenza sanitaria dei pellegrini. Nelle quattro basiliche papali è stato predisposto un Pronto Soccorso. Con il contributo della Fondazione Onlus “Giorgio Castelli”, ogni centro sarà anche attrezzato con un defibrillatore. L’assistenza medica e infermieristica è stata assunta dall’Ordine di Malta che con la sua competenza potrà garantire la gestione del Pronto Soccorso. È bene ricordare che saranno impegnate anche le strutture della Sanità sotto la responsabilità della Regione Lazio che ha predisposto un piano strutturato per tutta la città, e che garantisce tra l’altro una postazione permanente di un P.M.A. (Posto Medico Avanzato) presso Castel Sant’Angelo oltre che il nuovo Pronto Soccorso di Santo Spirito inaugurato nelle scorse settimane. In questo contesto, mi fa piacere ricordare che abbiamo predisposto diversi strumenti di comunicazione per i sordi e per i ciechi, in particolare per i primi dei video-tutorial con la lingua dei segni italiana e internazionale (LIS) mentre per i secondi dei file-audio scaricabili dal sito che illustrino i percorsi, pellegrinaggi alla Porta Santa e molto altro. Inoltre, nella Basilica di San Pietro e in altre Chiese, sono stati allestiti dei confessionali senza barriere architettoniche ed altre attenzioni per consentire ai sordi la confessione in modo più facilitato. In aggiunta è stato anche predisposto un libro tattile in A3 che permetta ai ciechi di essere guidati per il Pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro. Infine, anche il sito internet è stato realizzato con una navigazione facilitata.

Un Anno Santo per mettere al centro la misericordia. Sono già molte le iniziative che, all’interno della Chiesa e non solo, stanno cercando di riflettere su questo tema purtroppo spesso dimenticato. Tra esse sottolineo quella del CENSIS “Misericordia 2016, Le Periferie al Centro” che si occuperà di promuovere un articolato programma sul tema della misericordia, per cercare di capire che cosa voglia dire oggi, nella società, nell’economia e nell’accoglienza dell’altro, essere misericordiosi, farsi carico delle difficoltà altrui, riportando al centro ciò che il mondo contemporaneo emargina e spinge in periferia.

Un’ultima considerazione merita l’iniziativa dei “Missionari della Misericordia”. Abbiamo chiuso l’iscrizione perché il numero dei sacerdoti ha già raggiunto oltre le 800 richieste. I missionari sono sacerdoti che provengono dalle diverse parti del mondo e sono stati indicati dai propri Vescovi per svolgere questo servizio peculiare. A partire dal Mercoledì delle Ceneri riceveranno il mandato da parte del Santo Padre di essere predicatori della misericordia e confessori ricolmi di misericordia. Riceveranno da parte del Santo Padre la facoltà di perdonare i peccati riservati alla Sede Apostolica e saranno il segno della vicinanza e del perdono di Dio per tutti. Mi preme sottolineare che i Missionari della Misericordia sono nominati esclusivamente dal Papa e ad ognuno di loro personalmente verrà data facoltà di perdonare i peccati riservati. Nessun vescovo nella propria diocesi può nominare questi missionari né tantomeno conferire facoltà che non possiedono. Quanti desiderano invitare i Missionari per una celebrazione, un ritiro o un evento particolare lo potranno fare accedendo all’elenco che sarà messo a disposizione dei Vescovi.

Il Giubileo è ormai imminente. Siamo certi che sarà vissuto con intensità dai pellegrini e da quanti nelle proprie Chiese particolari o a Roma attraverseranno la Porta Santa. Per questa occasione, il Santo Padre ha concesso a tutti i Vescovi del mondo di poter dare la Benedizione Papale nella Santa Messa di apertura della Porta Santa e in quella della sua chiusura al termine dell’Anno Santo. Questo Giubileo sarà un’esperienza di misericordia con la quale sentire più vicino a sé l’amore di Dio che come un Padre tutti accoglie e nessuno esclude. Sarà un momento forte per tutta la Chiesa per ricordare che la misericordia è l’essenza del suo annuncio nel mondo e per rendere ogni credente strumento tangibile della tenerezza di Dio. Come ha scritto Papa Francesco: “Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi siano dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia” (n. 12).

Intervento di S.E.R. Mons. Octavio Ruíz Arenas

In quest’Anno Santo straordinario il Santo Padre ha voluto coinvolgere direttamente tutte le chiese particolari, allo scopo che tutti i fedeli possano avere l’opportunità di recarsi alla Porta Santa.

Sappiamo che finora la Porta Santa era unicamente a Roma, ove i fedeli, dovutamente preparati ed adempiendo alcuni requisiti per ottenere l’indulgenza plenaria, si recavano in pellegrinaggio come segno di un cammino di conversione, per rinnovare la loro fede davanti alla tomba dell’Apostolo Pietro. In questo senso, nonostante i numerosi gruppi di pellegrini, la grande maggioranza della Chiesa non poteva attraversare la Porta Santa.

Papa Francesco, anche come segno di grande misericordia, ha voluto che il 13 dicembre in ogni Chiesa particolare, nella Cattedrale o in una chiesa di speciale significato, oppure in taluni Santuari, si apra per tutto l’Anno Santo unaPorta della Misericordia. In questo modo tutti i fedeli potranno essere toccati nel cuore della Grazia ed effettuare Il Pellegrinaggio come segno di conversione. In questo modo il Papa ha voluto che il Giubileo sia segno visibile della comunione di tutta la Chiesa.

La Porta Santa ha un significato molto importante, poiché essa rappresenta Cristo stesso: Egli ci ha detto “Io sono la porta delle pecore” e il Santo Padre ha sottolineato, in una delle sue prime catechesi, che “C’è solo una porta per entrare nel Regno di Dio, e quella porta è Gesù”. Infatti, egli è il cammino che dobbiamo percorrere per arrivare al Padre, meta definitiva alla quale siamo convocati.

In occasione di alcuni viaggi che ho dovuto realizzare recentemente in America Latina e negli Stati Uniti ho potuto costatare l’entusiasmo con il quale si stanno preparando le diocesi e le parrocchie per la celebrazione dell’Anno Giubilare, ed anche per il fatto di poter attraversare la Porta Santa. È una novità che ha permesso a Vescovi e parroci di preparare catechesi e diversi sussidi in loco per istruire i fedeli sul significato del Giubileo e di questo bel segno.

Ho potuto vedere che anche il logo di quest’Anno Santo si trova dappertutto, sia nelle chiese cattedrali, nelle parrocchie, ma anche in altri luoghi che, senza essere centri di culto, tuttavia lo hanno già esposto come un segno del desiderio dei fedeli di unirsi spiritualmente a questa grande celebrazione e di parteciparne attivamente.

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